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SALUTE+STORE™ NEWS · Prevenzione e stili di vita

Adolescenti: tanta voglia di agitarsi, un po’ meno di muoversi?

Il nuovo rapporto OMS fotografa una generazione poco attiva. Ma per cambiare abitudini non serve diventare atleti: bisogna trovare il modo di cominciare.

Concept editoriale SALUTE+STORE™ NEWS: un adolescente seduto in casa guarda gli amici che lo invitano a uscire a piedi e in bicicletta; cornice multicolore.
Concept illustrativo originale SALUTE+STORE™: la scena non documenta partecipanti alle indagini OMS né risultati di un intervento sanitario.

L’energia c’è. È il movimento che manca.

Agli adolescenti l’energia non sembra mancare. Trovarla, però, quando si tratta di camminare, andare in bicicletta o dedicare un po’ di tempo all’attività fisica può diventare tutt’altra storia.

La provocazione fa sorridere. I numeri, un po’ meno.

Il 4 novembre 2026 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato il rapporto A generation missing out: global trends in adolescent physical activity, 2010–2025, riportando l’attenzione su un problema che attraversa Paesi, culture e condizioni sociali: la difficoltà di molti adolescenti a mantenersi sufficientemente attivi. [1]

L’indagine riunisce dati provenienti da 389 rilevazioni condotte in 140 Paesi e territori, per un totale di oltre 3,2 milioni di adolescenti dagli 11 ai 17 anni.

La dimensione del campione offre un’ampia fotografia globale; non elimina però i limiti delle rilevazioni e delle risposte dichiarate.

Un adolescente su quattro non raggiunge un’ora di movimento neppure in un giorno della settimana

Secondo la sintesi del rapporto OMS, nel 2025: [1]

  • Un adolescente su quattro ha dichiarato di non aver raggiunto i 60 minuti di attività fisica moderata o intensa in nessuno dei sette giorni precedenti.
  • Soltanto il 14% ha dichiarato di aver raggiunto quella soglia in tutti e sette i giorni.
  • Le ragazze risultano mediamente meno attive dei ragazzi.
  • Il livello globale di attività fisica è cambiato poco dal 2010.
  • Nessun Paese risulta sulla traiettoria necessaria per raggiungere l’obiettivo globale di riduzione relativa dell’inattività fisica del 15% entro il 2030.

Una precisazione è fondamentale: non raggiungere 60 minuti di attività in un determinato giorno non significa essere rimasti completamente immobili.

Il rapporto misura una specifica soglia di movimento, non l’assenza assoluta di qualsiasi attività.

È una distinzione importante per evitare interpretazioni allarmistiche. Inoltre, il numero di giorni con almeno 60 minuti non coincide con la verifica della raccomandazione OMS, formulata come media nell’arco della settimana.

E gli adolescenti italiani?

La situazione italiana merita altrettanta attenzione.

Secondo la sorveglianza HBSC Italia 2022, riportata dall’Istituto Superiore di Sanità, circa un adolescente su dieci svolgeva almeno un’ora quotidiana di attività motoria moderata-intensa, secondo l’indicatore utilizzato nell’indagine. Le fasce d’età considerate sono 11, 13, 15 e 17 anni. [3]

Le rilevazioni italiane sono precedenti al rapporto OMS del 2026 e non costituiscono una fotografia nazionale aggiornata a oggi.

Non bisogna inoltre confrontare automaticamente percentuali provenienti da rilevazioni con metodologie e popolazioni differenti.

Il quadro, comunque, suggerisce una difficoltà comune: trasformare il movimento in un’abitudine regolare.

Ma siamo sicuri che sia tutta pigrizia?

È facile immaginare un adolescente che preferisce il divano, il telefono o i videogiochi a una passeggiata.

Eppure, ridurre tutto alla pigrizia sarebbe un errore.

Un ragazzo può non amare gli sport competitivi. Un altro può sentirsi a disagio davanti ai compagni. Qualcuno potrebbe non avere strutture accessibili, spazi sicuri, mezzi economici o amici con cui condividere un’attività.

Esistono poi condizioni di salute e disabilità che richiedono opportunità adattate.

Non sempre la difficoltà nasce dalla mancanza di volontà.

L’OMS richiama infatti la necessità di offrire occasioni di movimento sicure, accessibili, economicamente sostenibili e piacevoli. [1]

La domanda più interessante, quindi, potrebbe non essere «Perché non ti muovi?», ma:

«Che cosa ti farebbe venire voglia di muoverti?»

Perché il movimento, prima di diventare un’abitudine, deve trovare un posto nella vita reale.

Quanto movimento raccomanda l’OMS?

Per bambini e adolescenti dai 5 ai 17 anni, le linee guida OMS raccomandano una media di almeno 60 minuti al giorno di attività fisica moderata o intensa nell’arco della settimana, prevalentemente aerobica. [2]

Raccomandano inoltre attività aerobiche intense e di rafforzamento muscolare e osseo almeno tre giorni alla settimana.

Non significa necessariamente praticare un’ora di sport organizzato ogni giorno.

Camminare a passo sostenuto, ballare, pedalare, giocare attivamente e partecipare a molte attività ricreative possono contribuire al movimento complessivo, secondo l’intensità effettivamente raggiunta.

E soprattutto, per chi è poco attivo, vale un principio essenziale: fare qualcosa è meglio che non fare nulla.

L’obiettivo si costruisce gradualmente.

Cinque strategie per superare l’inerzia

Le indicazioni pediatriche e gli studi sul cambiamento delle abitudini suggeriscono alcune strategie pratiche. Le applicazioni che seguono sono proposte editoriali: non garantiscono risultati per tutti.

1. Parti così piccolo che diventi difficile rimandare

Il ricercatore del comportamento di Stanford BJ Fogg, conosciuto per il metodo Tiny Habits, suggerisce di costruire le nuove abitudini partendo da comportamenti molto semplici. Non è un medico pediatra. [6]

Applicato al movimento, il principio può diventare:

«Esco per cinque minuti».

Oppure:

«Dopo aver finito i compiti, faccio un piccolo giro».

Cinque minuti non rappresentano il livello di attività raccomandato dall’OMS. Possono però aiutare chi parte da zero a superare la difficoltà iniziale.

Una volta iniziato, sarà possibile aumentare progressivamente durata e intensità.

2. Non scegliere lo sport più famoso. Scegli quello che ti piace.

L’American Academy of Pediatrics raccomanda di rendere l’attività fisica piacevole e parte della vita quotidiana. [4]

Non tutti amano correre. Non tutti vogliono giocare a calcio o frequentare una palestra.

C’è chi preferisce ballare, nuotare, pedalare, camminare con la musica oppure partecipare a giochi di movimento.

L’attività giusta è anche quella che si ha voglia di ripetere.

3. Associa il movimento a qualcosa che fai già

Un nuovo comportamento può essere più facile da ricordare quando viene collegato a una routine consolidata. [6]

Alcuni esempi:

  • Dopo aver posato lo zaino, faccio qualche minuto di movimento.
  • Dopo i compiti, esco per una breve passeggiata.
  • Prima di riprendere il telefono, mi alzo e mi muovo.
  • Quando esco con un amico, propongo di fare un tratto a piedi.

Sono applicazioni pratiche dei principi di formazione delle abitudini, non formule cliniche con risultati garantiti.

4. Cerca un compagno, non un controllore

Muoversi insieme può essere più piacevole.

Un amico, un familiare o un piccolo gruppo possono trasformare un impegno individuale in un momento di condivisione.

Il sostegno sociale compare anche fra gli elementi studiati nella ricerca sugli interventi per promuovere l’attività fisica. La revisione consultata lo indica fra le strategie potenzialmente promettenti, senza conclusioni forti sull’efficacia di singole tecniche. [7]

Ma attenzione: incoraggiare non significa controllare o rimproverare.

«Facciamo due passi insieme?» può essere un invito più utile di «Sei sempre sul divano».

5. Non usare il movimento per punire il proprio corpo

L’attività fisica non dovrebbe diventare un castigo per aver mangiato, per il proprio peso o per non corrispondere a un ideale estetico.

La Società Italiana di Pediatria richiama l’importanza di comunicare con bambini e adolescenti evitando giudizi e stigmatizzazioni. La guida citata si rivolge in particolare alle famiglie con bambini e ragazzi in sovrappeso fra 4 e 14 anni. [5]

Il movimento riguarda benessere, salute delle ossa e dei muscoli, relazioni, capacità fisiche e anche salute mentale.

Non soltanto calorie e bilancia.

Un ragazzo che associa il movimento a piacere e autonomia potrebbe avere motivi migliori per continuare rispetto a chi lo vive come una punizione.

La proposta SALUTE+STORE™: sette giorni per rompere l’inerzia

Non è una prescrizione sanitaria né un programma di allenamento validato.

È un piccolo esperimento pratico per iniziare a cambiare abitudine.

  • Giorno 1 — Scegli. Individua un’attività semplice che ti piaccia almeno un po’.
  • Giorno 2 — Comincia. Dedicale pochi minuti, senza cercare prestazioni.
  • Giorno 3 — Ripeti. Associa il movimento a un momento preciso della giornata.
  • Giorno 4 — Cambia ambiente. Se possibile, prova un percorso o uno spazio diverso.
  • Giorno 5 — Condividi. Invita un amico o un familiare.
  • Giorno 6 — Progredisci. Se l’attività è adatta a te e ti senti bene, aumenta gradualmente tempo o intensità.
  • Giorno 7 — Scegli cosa mantenere. Non valutare soltanto quanto hai fatto. Chiediti quale gesto puoi ripetere la settimana successiva.

L’obiettivo non è raggiungere risultati miracolosi in sette giorni.

È scoprire un movimento che possa diventare parte della quotidianità.

In presenza di patologie, dolore, limitazioni o esigenze specifiche, il percorso deve essere adeguato alle capacità individuali, con il supporto del pediatra o di altro professionista sanitario quando necessario.

E il mondo del retail della salute?

Una famiglia potrebbe entrare in una sanitaria, in una parafarmacia o in un negozio specializzato chiedendo un accessorio per aiutare un adolescente a fare più movimento.

Ma la risposta migliore non deve necessariamente cominciare da un prodotto.

Potrebbe cominciare da una domanda:

«Che cosa renderebbe più semplice e piacevole muoversi anche domani?»

Un accessorio appropriato può migliorare comfort o praticità. Un dispositivo può aiutare, in determinati casi, a monitorare un’attività.

Ma nessuno strumento, da solo, risolve automaticamente la mancanza di occasioni, motivazione o sostegno.

Questo è il metodo SALUTE+STORE™: partire dalla necessità reale, prima di proporre una soluzione commerciale.

Il vero traguardo non è il primo giorno. È il secondo.

«Da lunedì comincio».

«Quando avrò più tempo».

«Quando mi sentirò pronto».

Sono frasi familiari a molti di noi, non soltanto agli adolescenti.

Forse il punto non è chiedere a una generazione di correre più forte.

È aiutarla a trovare una buona ragione per alzarsi, uscire, muoversi e volerlo rifare.

Perché la prima vittoria contro l’inerzia non è fare un’impresa straordinaria. È rendere possibile il prossimo passo.

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Fonti scientifiche e istituzionali

Verifica editoriale del 4 novembre 2026: per il nuovo rapporto OMS è stata verificata la sintesi della scheda ufficiale tramite il risultato indicizzato del motore di ricerca; l’apertura diretta della pagina e il PDF integrale non sono stati disponibili. Consultate direttamente le pagine OMS Europa, ISS, AAP, SIP e Stanford e l’abstract della revisione su PubMed. Non è stata completata la consultazione del testo integrale PMC. I consigli e il percorso dei sette giorni sono applicazioni editoriali SALUTE+STORE™, non programmi clinici validati.

  1. OMS — A generation missing out: global trends in adolescent physical activity, 2010–2025 (4 novembre 2026). Sintesi ufficiale indicizzata; PDF integrale non consultato.
  2. OMS Europa — Physical activity. Raccomandazioni per 5–17 anni: media settimanale e attività intense, muscolari e ossee.
  3. ISS — HBSC Italia 2022: attività fisica e tempo dedicato ai dispositivi elettronici (pagina del 1 febbraio 2024).
  4. American Academy of Pediatrics — How to Get Fit & Stay Healthy: Tips for Teens (aggiornamento 9 luglio 2024).
  5. Società Italiana di Pediatria — Come parlare di peso con tuo figlio senza timori (7 febbraio 2025). Presentazione della guida per famiglie con bambini e ragazzi in sovrappeso fra 4 e 14 anni.
  6. Stanford Lifestyle Medicine — Create and Maintain Your New Healthy Habit, Sharon Brock (24 gennaio 2025). Principi di BJ Fogg, ricercatore del comportamento.
  7. Gintel e collaboratori — Effectiveness and promising behavioral change techniques in interventions aimed at promoting physical activity in adolescents: a systematic review. BMC Public Health (2026), DOI 10.1186/s12889-025-25618-4. Abstract consultato su PubMed; testo integrale PMC non consultato.